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Il tasso naturale di disoccupazione

Del tasso naturale di disoccupazione ne abbiamo già parlato qui ma ora cerchiamo di chiarirlo alla luce della curva di Phillips.

Nella sua formulazione originale infatti non era possibile individuare alcun punto critico nella relazione tra livello dei prezzi e disoccupazione: si metteva in luce un semplice trade-off. Se il governo volesse ottenere una minore disoccupazione dovrebbe semplicemente tollerare una maggiore inflazione ma non esisteva alcun punto critico, alcun tasso naturale di disoccupazione.

Fu sul finire degli anni ’60 che due studiosi, Milton Friedman ed Edmund Phelps, contestarono le premesse teoriche della curva di Phillips. Rilevarono che nel medio-lungo periodo non c’era alcun trade-off  tra inflazione e dispoccupazione. I fattori determinanti dell’occupazione infatti erano da individuarsi nel cosiddetto supply side, cioè dal lato dell’offerta: aspetti relativi alla produzione, aspetti istituzionali ecc. La presenza di rigidità nel mercato del lavoro (ad es. rigidità dei salari) erano proprio alla base di quel tasso di disoccupazione considerato naturale.

Cosa succede se un governo pretende di ridurre la disoccupazione accettando una maggiore inflazione? Succede che la riduzione del tasso di disoccupazione è solo temporanea perchè i salari reali tenderanno a tornare al livello precedente (i lavoratori sono interessati al complesso di beni e servizi che possono acquistare con il salario, non alla quantità nominale di moneta). E’ il disallineamento tra aspettative sull’ inflazione e inflazione effettivamente realizzata che produce quella temporanea riduzione della disoccupazione (è ovvio, se l’aumento dei salari è del 2% mentre l’inflazione effettiva è al 3%, io imprenditore ho risparmiato un 1% sui salari, ho erogato salari reali più bassi e posso quindi assumenre altri lavoratori).

Questo disallineamento preò sparisce pesto perchè le aspettative si adeguano alla realtà e i salari reali tornano ai livelli precedenti, la disoccupazione al suo livello naturale ma l’inflazione sarà più alta.

Vediamo ora la curva di Phillips espressa utilizzando il tasso naturale di disoccupazione. L’equazione dovrà mettere in risalto come il disallineamento tra aspettative di inflazione e inflazione realizzata impatti sul tasso di disoccupazione (visto come differenza tra tasso attuale e naturale)

πtet+(µ+z)-αun  (nota il pedice di u, non è più t ma n che sta per natural)

Se le asettative di inflazione sono esatte allora

πteovvero πtet=0

o=(µ+z)-αun

il tasso naturale di disoccupazione sarà

 

e la curva di Phillips assumerà la seguente definizione

πt– πt-1=-α(utun)

sarà cioè una relazione tra tasso di disoccupazione attuale e naturale e variazione del tasso di inflazione.

Il tasso naturale di disoccupazione è definito anche come NAIRU, non-accelerating inflation rate of unemployment. Si individua quindi un tasso di disoccupazione che permette di mantenere stabile il tasso di inflazione. Se la disoccupazione venisse “forzata” al di sotto di quel tasso allora automaticamente crescerebbe anche l’inflazione.

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1 commento

  1. […] πt-1=-α(ut-un) curva di Phillips (v. qui e qui) secondo la quale la variazione del tasso di inflazione dipende dalla devizione del tasso di […]

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